Bagni pubblici rotti e wc privati negati A Sovana niente pipì

Odissea di alcuni turisti per trovare un gabinetto in paese
Ed è scambio di accuse tra gestori di bar e locali
di Francesca Ferri

Fonte:  IL TIRRENO – 20 agosto 2014

La scena potrebbe essere fantozziana: turisti che arrivano nel paesino gioiello e, al momento di fare pipì, corrono qua e là bussando a tutte le porte senza trovare un bagno aperto. Potrebbe. Sennonché non è la trama di un film comico, i diretti interessati si sono assai arrabbiati – oltre ad aver rischiato di farsela addosso – e il bel paesino non c’ha fatto una bella figura. Sovana, 19 agosto. Un gruppo di turisti romani arriva nel delizioso borgo medievale e al momento di fare pipì scopre che non è possibile. «In tutto l’abitato non è stato possibile usufruire di un servizio igienico neppure nei bar o nei ristoranti dove avevamo consumato cibi e bevande», spiega Paolo Tomassi, romano con casa nella campagna di Semproniano e una sconfinata passione per la Toscana

. «Porto da anni amici a visitare le bellezze della nostra terra – spiega ancora –. Oggi mi sono vergognato». I bagni pubblici in piazza, che sono in realtà i bagni del museo, erano chiusi con il cartello «fuori servizio». «Siamo entrati nel bar in piazza – spiega Tomassi – e ci hanno detto che il bagno non si poteva usare perché c’era un guasto alle fogne e tutti i bagni erano fuori uso. Al parcheggio i bagni non funzionavano. L’alternativa alla campagna ci è stata fornita in extremis dall’addetto all’ufficio turistico che ci ha gentilmente lasciato usufruire del servizio a lui riservato».

Tomassi spiega che molti altri visitatori, ieri, hanno girovagato senza trovare un gabinetto. «Siamo rimasti favorevolmente colpiti dalla presenza dei Qrcode che ti dà sull’Iphone le spiegazioni sul paese – chiosa – ma siamo rimasti sgomenti nel vedere che a fronte di questo servizio tecnologico ne manca uno di base come i bagni pubblici». Tomassi ha scritto ieri ai vigili urbani per far presente il disservizio. Ma cos’è successo ieri a Sovana? A quanto pare, non è stato un problema di guasti alla fogna quanto di rapporti tra alcuni esercenti, quelli sì, se non guasti, almeno tesi .

«Il mio bagno funziona e io lo metto a disposizione dei clienti – spiega Roberto Santarelli, che ha il bar accanto al Palazzo Pretorio – tanto che a forza di usarlo mi hanno rotto la serratura. Ci sono però alcuni esercizi che il bagno non ce l’hanno: la gente va, si siede, mangia, fa gli assaggi, e poi giustamente chiede di andare al bagno. E non ce l’hanno». A onor di cronaca, non tutti i locali hanno l’obbligo di mettere a disposizione dei clienti un bagno. Non ce l’hanno ad esempio le pizzerie d’asporto. «Abbiamo cinque tavoli e ombrelloni ma non c’è servizio al tavolo – spiegano alla pizzeria L’Archetto – e dunque non siamo tenuti ad avere il bagno.

Parliamo piuttosto dei bagni pubblici: gli unici aperti sono in fondo al paese.

Vi pare un servizio? E di due gabinetti ne funziona uno solo». Stessa risposta all’enoteca Vino al vino. «Noi siamo un generi alimentari – spiega il titolare – e comunque non sono i bagni il problema di Sovana.

Parliamo del fatto che non si vede mai un vigile in giro». Chi il bagno è obbligato ad avercelo, e ce l’ha, è Simona Stefani del bar tabacchi Antica Sovana. «Lo tengo sempre aperto e a disposizione anche di chi non è cliente. Anche perché se si dovesse contare sui bagni pubblici… Sono aperti solo dalle 10 alle 18. Perché oggi fossero chiusi non lo so. So solo che saranno sì tutti nuovi ed elettronici.

Però se ci va una persona in carrozzina non può entrare perché c’è lo scalino all’ingresso, nonostante il cartello indichi che è anche un bagni per gli handicappati».