Tomba della Sirena inagibile, danni per 200mila euro

Fonte: Il Tirreno

Anche il Comune di Sorano conta le ferite del maltempo che ha piegato, il 14 ottobre, la zona sud e delle colline. Ammonta a 570mila euro la stima dei danni accertati sul territorio tra strade, ponti e il ricco patrimonio archeologico di Sovana che da solo, all’interno di quel conto complessivo, conta 200mila euro di danni.

Il caos nel territorio soranese – spiega Pierandrea Vanni, vicesindaco di Sorano, che pure mette rispettosamente al primo posto «la tragedia di Manciano e di un territorio che ha sofferto in termini di vite umane» – riguarda in particolare il parco archeologico.

Colpa dell’argine del fosso Calesine «esondato» proprio come due anni fa, quando il disastro accadde però in un punto diverso. All’epoca fu in un tratto precedente, sotto la tomba Ildebranda; stavolta l’esondazione e il cedimento dell’argine hanno reso inagibile sia il ponte sul Calesine che la passerella pedonale che va dal Calesine all’area dove sono situate la tomba della Sirena e la via cava di San Sebastiano, che dunque non sono più raggiungibili. Al momento una parte consistente di parco archeologico è “inagibile”; resta aperta la zona con la tomba Ildebranda. A parte l’isolamento e il fatto che un’importante area archeologica è off limits, c’è il problema dei detriti che hanno invaso l’area e necessitano di una bonifica delicata e importante. In questi giorni ci sono stati due sopralluoghi, il primo (immediato) da parte dell’ufficio tecnico comunale, l’altro (ieri) congiunto tra l’ufficio beni culturali e la polizia municipale.

Amareggiato, Vanni spiega come occorra studiare le soluzioni e capire come fare a ripristinare il tutto: c’è da rinforzare l’argine, sistemare il ponte e sgomberare i detriti, ma non sarà facile perché c’è il problema dei soldi. Come ogni Comune, anche il suo non naviga nell’oro. «Noi 570mila euro non li abbiamo – conclude Vanni – L’unica cosa è che dal 1º novembre il parco archeologico chiude per riaprire il 14 marzo: in questo periodo possiamo studiare il da farsi».