Tomba Ildebranda a Sovana

La Tomba Ildebranda di Sovana, scavata nel 1924 da Gino Rosi, è la tomba più famosa del comprensorio di Sovana ed in assoluto una delle più monumentali tombe a tempio di tutta l’Etruria.

Necropoli Etrusca Sovana Tomba Ildebranda

Il nome “Ildebranda” deriva da Ildebrando da Sovana, meglio noto come Papa Gregorio VII, dal 1073 al 1085 fu sul soglio pontificio
ldebrando è stato di sicuro il più illustre cittadino di Sovana e per questo gli scopritori vollero intitolare alla sua memoria un così importante monumento.

Nel 1929 l’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli dedicò al monumento uno studio monografico, realizzando anche la ricostruzione grafica dell’alzato, che corrisponde alle caratteristiche del tempio etrusco-italico di età ellenistica descritto da Vitruvio.

L’ Ildebranda assomiglia ad un tempio, con un alto podio accessibile tramite due scale laterali.

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Ricostruzione della Tomba Ildebranda di Sovana

Databile al periodo ellenistico III a.C., aveva in origine sei colonne sul fronte e tre sui lati sormontate da capitelli che sorreggevano tre timpani.
La Tomba “vera e propria” è composta da un lungo dromos che conduce alla camera funeraria con pianta a croce.

L’ Ildebranda aveva in origine sei colonne sul fronte e tre sui lati sormontate da capitelli che sorreggevano tre timpani.

Tramite un lungo e profondo dromos si accede all’interno della Tomba Ildebranda.

Interno della Tomba Ildebranda di Sovana

Interno della Tomba Ildebranda di Sovana

La tomba si compone di due elementi architettonici ben distinti: La camera sepolcrale ed il sovrastante Monumento Funebre.

Tomba Ildebranda Sovana

Il Monumento funebre è stato interamente realizzato scavando il tufo, senza l’aggiunta di nessun elemento costruttivo esterno; purtroppo però il tufo è un materiale estremamente friabile per questo l’attività degli agenti atmosferici nel corso dei secoli lo ha eroso e lo ha fatto arrivare a noi estremamente danneggiato. La struttura originale era costruita sullo stile di un tempio greco del tipo pseudoperiptero, a testimonianza dei grandi rapporti che intercorrevano tra gli Etruschi di Sovana e la civiltà ellenica. Attraverso due scalinate laterali si accedeva ad un alto podio che ospitava un colonnato di 12 colonne a base tuscanica, che sorreggeva un fregio trilaterale sovrastato da tre frontoni a timpano. Tutto il monumento era poi ricoperto di stucchi policromi bianchi, rossi, gialli e verdi che riflettevano a pieno il gusto tutto Etrusco per i colori sgargianti.
Oggi di tutto questo è splendore è rimasto ben poco, tuttavia vicino all’unica colonna ancora in piedi è sempre possibile vedere alcune raffigurazioni murarie e i resti degli stucchi colorati.

La camera funeraria ha forma regolare con pianta a croce ed un unico sepolcro!

Tomba Ildebranda Sovana

La Camera sepolcrale, si trova invece sotto al monumento, e vi si accede mediante uno scosceso “dromos” che scende per una decina di metri. L’interno è a croce greca, e contrariamente allo splendore del monumento sovrastante non presenta decorazioni di rilievo, inoltre il corredo funebre della tomba non è mai stato ritrovato, a causa dei saccheggi avvenuti in epoca molto antica, probabilmente durante le invasioni barbariche.

Il dromos d'ingresso alla camera sepolcrale Tomba Ildebranda Sovana

Il dromos d’ingresso alla camera sepolcrale Tomba Ildebranda Sovana

 

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